STEP 8- NEI FUMETTI

 STEP 8- NEI FUMETTI 

dicembre 3, 2021

Alcante, Boillée, Rodier – La bomba (L’Ippocampo, Milano 2020)

Alcante, Boillée, Rodier – La bomba (L'Ippocampo, Milano 2020). Copertina

Alcante, Boillée, Rodier – La bomba (L’Ippocampo, Milano 2020). Copertina


In principio non c’era nulla. Ma in quel nulla c’era già tutto!”. Comincia così La bomba, graphic novel di Didier AlcanteLaurent-Frédéric Bollée e Denis Rodier edito da L’ippocampo, cui è difficile trovare un accomodante aggettivo a fargli da scorta. 

Inizia nell’oscurità più nera e si fonde nella luce accecante della bomba sganciata su Hiroshima e Nagasaki. Perché questo fumetto – potente, doloroso e agghiacciante – è una sorta di mémoir dietro la concezione, la fabbricazione e l’esplosione della prima arma di distruzione di massa. 

Sono serviti cinque anni di intenso lavoro ai tre autori per realizzare un’opera lunga 472 pagine, che si chiude con un monito indelebile impresso sulla pietra. Un monito che ci riguarda tutti, da quel fatidico giorno di agosto del 1945, come se l’umanità sapesse ormai di vivere in bilico su un pericoloso precipizio. Ed è confortante ritrovare tra le indicazioni bibliografiche in calce due fumetti, Gen di Hiroshima di Kenji Nakazawa e In questo angolo di mondo di Fumiyo Kouno, che arrivano da una tradizione fumettistica differente ma parte integrante di uno stesso dramma.

Una tavola de La bomba (L'Ippocampo, Milano 2020)

Sarà soprattutto per il fatto che ne La bomba riaffiorano dal passato decine di personaggi e decine di luoghi autentici, da ogni angolo del mondo, che tengono appeso a un filo sottile il nucleo di questa storia: la creazione della bomba atomica. Se l’incipit del fumetto si smarrisce nel buio della creazione, la storia vera e propria la inizia il professore ungherese Léo Szilárd, che lascia la Germania nazista nel 1933 e che poi ritroviamo negli Stati Uniti qualche anno più tardi a colloquio con Einstein. L’urgenza delle sue insistenze è una lotta contro il tempo per evitare che Hitler si doti della bomba atomica. Perché è chiaro che è lì che il regime nazista intende arrivare. E per farlo, dice Szilárd, è necessario che gli Stati Uniti ci arrivino prima. Da quell’urgenza si è poi innescato il Progetto Manhattan.

Una tavola de La bomba (L'Ippocampo, Milano 2020)

Tra le priorità di Rodier nel dare forma al fumetto, si è resa obbligatoria una visita a Hiroshima nel 2018, durante le commemorazioni. Qui ha potuto consultare i documenti custoditi al Museo della Pace e vedere com’erano Hiroshima e Nagasaki prima dello sgancio della bomba. Proprio la presenza di così tanti personaggi – quelli realmente esistiti o quelli che, per esempio, s’affacciano dalle vignette di una Hiroshima bellissima e luminosa – è servita a infondere a La bomba una coralità impressionante. Una coralità trascinata però in un comune destino di morte. Einstein, Enrico Fermi (“l’uomo dei paradossi”), il Presidente Harry S. Truman, Oppenheimer, il generale Groves a capo del Progetto Manhattan eccetera sono l’humus che espande a dismisura la grande storia raccontata da Alcante e Laurent-Frédéric Bollée. Gli dona una autorevolezza storica e scientifica, ma non si azzarda a dimenticare la varietà umana dietro quella vicenda. Come Ebb Cade, l’operaio cui fu iniettato plutonio senza il suo consenso per verificare gli effetti di quel composto chimico. Cade non sarà il solo essere umano sacrificato sull’altare della scienza. 

Qui di seguito riporto altre vignette dell'avvincente fumetto:

Una tavola de La bomba (L'Ippocampo, Milano 2020)Una tavola de La bomba (L'Ippocampo, Milano 2020)


Colin Tedford - Great moments in nuclear history (Spinning World,  2009)

Tra le vignette e le strisce di genere politico segnalo i Great moments in nuclear hystory di Colin Tedford, la cui settima puntata è dedicata proprio a Chernobyl:

great_moments_nuclear_history-chernobyl

Mike Peters - Mother Goose and Grimm (Press & Sun-Bulletin Binghamton, NY, 2011) 

La serie più irriverente (e per certi versi più divertente) è quella di Mike Peters, creatore della striscia Mother Goose and Grimm. La serie di sei vignette è stata pubblicata a partire dal 7 febbraio 2011, generando non poche polemiche, come giusto che sia per una serie che deve sì divertire, ma anche stimolare il pensiero critico:

grimm_chernobyl



FONTI:

  • https://www.artribune.com/editoria/fumetti/2020/11/bomba-atomica-graphic-novel/
  • http://colintedford.com/tag/great-moments-in-nuclear-history/
  • http://www.dailycartoonist.com/index.php/2011/02/15/reader-offended-over-chernobyl-mother-goose-grimm/




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