STEP 9- AMICI E COLLABORATORI
STEP 9- AMICI E COLLABORATORI
dicembre 19, 2021
Tutti coloro che hanno visto Fermi all'opera raccontano ammirati del suo modo di analizzava un problema fisico individuando subito la parte essenziale e liberandolo da apparenti complicazioni: faceva sembrare facile la fisica più complicata. Molti degli allievi di Fermi a Roma e Chicago furono successivamente protagonisti di importanti scoperte e due di loro vinsero il premio Nobel.
Si può capire quanto fosse prestigiosa l'appartenenza alla cerchia dei collaboratori di Fermi dalle parole con cui furono presentati i vincitori del premio Nobel 1959 Emilio Segrè e Owen Chamberlain:
" Io certamente non devo ricordare a Lei, Professor Segré, dell'occasione ventuno anni fa quando il suo compatriota Enrico Fermi ricevette il suo premio Nobel in questo stesso luogo. Voi eravate intimi amici e avete collaborato con grande successo. Entrambi siete stati parte di quel gruppo di eminenti scienziati italiani che era in quei giorni alla frontiera del progresso.
Anche Lei, Professor Chamberlain, deve avere certamente un amichevole e deferente ricordo degli anni insieme con Fermi a Chicago."
dalla presentazione dei vincitori del premio Nobel per la fisica del 1959.
Emilio Segrè (1905-1989)

Emilio Segrè nacque a Tivoli nel 1905 in un’agiata famiglia ebrea. Iniziati gli studi a ingegneria, dopo l’incontro con Fermi nel 1927 passò a Fisica, disciplina che da sempre lo aveva affascinato.
Si laureò nel 1928, sotto la supervisione di Fermi. Nel 1929 ottenne il suo primo incarico all’Università di Roma come assistente del professor Corbino; dopo un periodo di perfezionamento in Germania, con il Professor Otto Stern, rientrò in Italia e nel 1932 ottenne l’incarico di professore all’Università di Roma dove continuò la stretta collaborazione con il gruppo di Fermi. Dopo alcuni lavori di spettroscopia, si dedicò alla fisica atomica: a partire dal 1934 iniziò infatti a prendere parte agli esperimenti sulla radioattività artificiale indotta da neutroni che avevano preso il via all’istituto di Fisica sotto la supervisione di Fermi. Segrè, tra i ‘ragazzi di via Panisperna’, è soprannominato ‘il basilisco’:
Nel 1935 vinse la cattedra di Fisica Sperimentale all’Università di Palermo, ove rimase fino al 1938 allorquando, a causa delle leggi razziali, si trasferì definitivamente negli USA, di cui prese la cittadinanza nel 1944. Partecipò al progetto Manhattan di Los Alamos. Le sue ricerche successive riguardarono soprattutto questioni relative alle strutture nucleari a alle interazioni fra particelle.
Nel 1959 fu insignito del Premio Nobel per la scoperta dell’antiprotone, insieme con Owen Chamberlain.
Nel 1974 salì sulla cattedra di Fisica nucleare dell’università di Roma.
Owen Chamberlain (1920-2006)

Dopo aver conseguito la laurea di primo livello al Dartmouth College nel 1941, si iscrisse per ottenere il dottorato in fisica all’Università della California a Berkeley. L’arrivo della Guerra interruppe i suoi studi e fu chiamato a prendere parte al Progetto Manhattan.
Alla fine del conflitto, nel 1946, Chamberlain proseguì il dottorato all’Università di Chicago sotto la sapiente guida di Enrico Fermi, che lo incoraggiò a dedicarsi alla fisica sperimentale.
Tornato a Berkeley nel 1948, si occupò, insieme a Emilio Segré, Clyde Wiegand e Thomas Ypsilantis, alle ricerche sullo scattering protone-protone usando il sincrotrone Bevatron del Lawrence Berkeley National Laboratory.
Nel 1955 prese parte all’esperimento che portò alla scoperta dell’antiprotone, venendo premiato con il Nobel per la fisica nel 1959, che condivise con Segré.
Il lavoro che Chamberlain svolse con Fermi ebbe un enorme impatto su di lui, tanto che alla fine di una lettera datata 1954 scrisse: “Sono molto grato per il tempo e l’impegno che in passato ha investito su di me. Se ora mi si può considerare un fisico decente, è soprattutto grazie a quello che mi ha insegnato lei”.
Ugo Fano (1912-2001)
Ugo Fano è stato un importante fisico teorico del Novecento, che ha dato importanti contributi nel campo della fisica atomica.
Nato il 28 luglio del 1912 a Torino in un' agiata famiglia ebraica, il padre Gino era un docente di geometria algebrica che aveva studiato con Felix Klein a Göttingen e con Guido Castelnuovo a Roma, mentre il fratello, Roberto Mario Fano, diventerà professore emerito di ingegneria elettronica al prestigioso MIT di Boston e sarà noto per i suoi lavori sulla teoria dell’informazione. Per chiudere il cerchio di parentele scientifiche facciamo presente che Ugo e Giulio Racah, anch’egli fisico teorico conosciuto per i suoi studi sulla teoria del momento angolare, erano cugini. Il giovane Ugo si appassionò presto alle escursioni in montagna e, sembra1, che durante una di queste gite ci fu il suo primo incontro con Enrico Fermi. Infatti, mentre stavano camminando per un sentiero, vennero superati da un gruppetto di giovani e il padre, indicandone uno, disse: “Vedi quel giovanotto. Si chiama Enrico Fermi e la gente dice che farà molta strada”.
Fano studiò all’Università di Torino dove si laureò in matematica nel 1934 sotto la guida di Enrico Persico (grande amico di Fermi) con una tesi dal titolo “Sul calcolo dei termini spettrali e in particolare dei potenziale di ionizzazione nella meccanica quantistica”. Subito dopo, probabilmente grazie all’aiuto di Persico, raggiunse Roma dove iniziò a lavorare col gruppo di Fermi, e cioè con i famosi Ragazzi di Via Panisperna. Fu grande l' influenza che Fermi esercitò su di lui, che insieme ad Amaldi fu suo mentore2 (il quale non si risparmiò di assegnargli il soprannome di “Urango Fanoide”, vista la sua goffaggine).
A Roma il gruppo di Fermi stava conducendo ricerche sulle proprietà di assorbimento e diffusioni dei neutroni lenti, arrivando a scoprire la radioattività artificiale indotta proprio dai neutroni. In questo periodo Fano sviluppò la sua principale teoria, detta “Risonanza di Fano” (Fano Resonance) che espose in un primo articolo sul Nuovo Cimento (Sullo spettro di assorbimento dei gas nobili presso il limite dello spettro d’arco, 1935). In particolare, Fano, dopo qualche settimana di lavoro, riuscì a fornire una spiegazione di alcune “strane” righe di assorbimento osservando che si trattasse più di un processo di diffusione che di assorbimento. Quando riferì questo risultato, Fermi gli disse che aveva ragione. Quando arrivò il momento di pubblicare i risultati, chiese a Fermi se fosse disposto a scrivere un articolo in comune. “No- rispose- tu hai fatto il lavoro e pubblicherai da solo. Un semplice ringraziamento andrà bene.” Non molto tempo dopo, Fano riuscì a sfogliare di nascosto il taccuino dove Fermi scriveva i suoi lavori e trovò le pagine con la data della loro prima discussione sul problema. Ebbene, Fermi lo aveva già risolto, dove l’unica differenza era nella risoluzione di un particolare integrale.3
Successivamente ampliò il suo lavoro pubblicando su Physical Review quello che sarebbe diventato uno dei lavori più citati della rivista con un totale di 8.756 citazioni (Effects of Configuration Interaction on Intensities and Phase Shifts, 1961).
Nel 1935-136 iniziò un piccolo tour europeo dove ebbe l’opportunità di incontrare Anrold Sommerfeld, Niels Bohr e di lavorare a Lipsia con Werner Heisenberg. Nel 1938 la promulgazione delle leggi razziali gli impedirono di rimanere in Italia e emigrò negli Stati Uniti con sua moglie Camilla Lattes. Camilla Lattes era una fisica che trovò nell’insegnamento la sua vera vocazione: i coniugi scrissero un manuale molto apprezzato dal titolo “Basic Physics of Atoms and Molecules” (1959) che venne ripubblicato nel 1972 a Chicago.
Nei suoi ultimissimi giorni a Roma, Fano venne incoraggiato da Fermi, a seguito di un seminario di Pascual Jordan, ad avvicinarsi alla biofisica (in particolare sulle applicazioni dei raggi X in quel campo). Il primo lavoro statunitense lo trovò difatti al Dipartimento di Genetica a Cold Spring Harbor, dove collaborò col genetista Milislav Demerec studiando gli effetti dei raggi X sul materiale genetico. Dal 1946 al 1966 venne assunto al National Institute of Standards (agenzia governativa che si occupa dello sviluppo tecnologico) dove continuò i suoi studi nel campo della fisica atomica e della biofisica.
Nel 1966 arrivò all’Università di Chicago dove istituì una Scuola di fisica atomica e molecolare dove fece da supervisore a circa 30 studenti di dottorato, costruendo negli anni gruppi sempre molto affiatati. Nel 1982 venne nominato Professore Emerito e abbandonò la ricerca solamente verso la fine della sua vita. Ci ha lasciati il 13 febbraio del 2001.
Note:
- Riportato da Charles W. Clark- Ugo Fano (1912-2001), Nature 410,164(2001) e da Stephen Berry, Mitio Inokuti, A.R.P. Rau- Ugo Fano (Elected ForMemRS 1995), Copyright Royal Society (2012) p.59
- da Stephen Berry, Mitio Inokuti, A.R.P. Rau- Ugo Fano (facendo riferimento alla nota ForMemRS 1968), Copyright Royal Society (2012) p.58
- da Stephen Berry, Mitio Inokuti, A.R.P. Rau- Ugo Fano (Elected ForMemRS 1995), Copyright Royal Society (2012) p.59
Nella Mortara (1893-1988)

Nata a Pisa, dopo la laurea in Fisica a Roma nel 1916, diventò assistente di Orso Mario Corbino.
Fu una delle poche donne a riuscire ad ottenere la libera docenza in fisica sperimentale nel 1924, successivamente iniziò a collaborare col gruppo dei ‘ragazzi di via Panisperna’ e con Enrico Fermi.
I suoi primi lavori vertevano sulla caratteristica dinamica dei tubi per raggi X, riallacciandosi alla ricerca elettrotecnica portata avanti da Corbino in collaborazione con Giulio Cesare Trabacchi. A metà degli anni Venti, le venne affidato l’incarico della conservazione del ‘Corista uniforme’, ovvero il diapason che forniva la frequenza musicale campione e che era depositato presso l’Ufficio del corista internazionale, voluto da Blaserna nel 1885 con sede proprio a via Panisperna.
A seguito della creazione dell’Ufficio del radio, situato all’interno dell’Istituto romano, ideò con Trabacchi alcuni metodi per ‘tarare’ i preparati radioattivi servendosi di camere di ionizzazione e descrisse le proprietà di diffusione del radon, oltre a migliorarne i procedimenti per la purificazione. Lavorò anche agli impianti messi a punto per l’estrazione del radon da una soluzione di cloruro di radio. A seguito alle leggi razziali del 1938, Nella venne radiata dall’Università nel 1939; lasciata l’Italia, si riparò in Brasile, ma nel 1941 rientrò clandestinamente a Roma, ove visse nascosta in un istituto religioso fino alla liberazione.
Dopo la guerra fu reintegrata all’università e tenne a lungo il corso di sperimentazioni fisiche al biennio propedeutico dell’Istituto di fisica.
Nel 1958 entrò nel Reparto di microscopia elettronica del laboratorio di fisica dell’Istituto Superiore di Sanità. Si è spenta a Roma nel 1988.
Le grandi personalità sopra citate sono i profili che maggiormente hanno attirato la mia attenzione quindi di seguito citerò altri celebri amici e collaboratori di Enrico Fermi:
- Leò Szilàrd (1898-1964)
- Enrico Persico (1900-1969)
- Edoardo Amaldi (1908-1989)
- Ettore Majorana (1906-1938 presunta morte)
- Oscar d'Agostino (1901-1975)
- Bruno Pontecorvo (1913-1993)
- Franco Rasetti (1901-2001)
- Gian Carlo Wick (1909-1992)
- Giovanni gentile jr (1906-1942)
- Bruno rossi (1905-1993)
- Giulio Racah (1909-1965)
- Giuseppe Occhialini (1907-1993)
- Gilberto Bernardini (1906-1995)
- Jack Steinberger (1921-2020)
- Jerome Isaac Friedman (1930)
- Tsung-Dao Lee (1912-2001)
FONTI:
- https://scienzapertutti.infn.it/17-gli-allievi-e-collaboratori-di-fermi
- https://museum.cref.it/allievi-e-collaboratori/#1616765906028-18da7c47-86bd
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